Il pianeta Ancòra

se opera un principio

Et vers quelle planète ce magicien s’est-il envolé?

È passato esattamente un mese.
Un mese da quando il vecchio ha detto “Adesso basta. È tempo di vedere Napoli “.
Chi lo conosce sa cosa vuol dire.
Muori, e poi vedi Napoli.
Oh.
Da quando si è rotto le scatole ed ha mollato tutto.
Ha mollato giacca e cravatta, ha indossato gli stivali ed il mantello, si è seduto a cavallo dell’astuto Zoch e accompagnato dal feroce Noch, è partito.
Verso dove?
Il pianeta Ancòra.
Là dove tutto succede di nuovo, e la natura torna a vivere.
Certo, perché lui tutti quei posti li ha visitati davvero.
Le ha conosciute, tutte quelle persone.
“Salve Maggiore Grubert, posso offrirle un caffé?”
-La ringrazio, ma faccia in fretta perché il collegamento al quarto livello sta per chiudersi-
La Deviazione.
Ho fatto una vacanza di tre giorni a Parigi solo per vedere la sua mostra.
E quando sono arrivato lì, ho ridisegnato il possibile, per poter assimilare in tre ore quello che lui aveva imparato in settanta anni.
Sei ore e mezza, sono stato alla mostra.
E sì che il giro durava al massimo due ore.
Bestemmiando perché non riuscivo nemmeno a capirle, certe cose, perché era un fottuto mostro, quel vecchio.
E scimmiottando il suo tratto per tre ore.

Di concreto, non c’è nulla nei suoi disegni.
Nelle sue poesie di carta.
Sono come sogni disegnati.
Ora c’è che non è più qui.
Ci sono tanti pezzi di lui, che vivranno in eterno.
Ma lui, uomo a cui stringere la mano, non c’è.
Partito per sempre.
E io come al solito arrivo troppo tardi.
Troppo tardi per potergli dire in faccia quanto lo odio.
Ed amo, certo.
Per dirgli che su Faragonescia mi sarebbe piaciuto andarci insieme a lui.
Per offrirgli un Koks, ovviamente strikandolo.

Ma ora che non c’è più, ci sono diverse riflessioni alle quali si può giungere:
Che un sacco dei miei miti e mostri sacri appartenevano agli anni ’70.
Che conseguentemente a questo, io sono vecchio dentro, non ci sono più i miti di una volta, è giusto che facciano furore nei loro tempi e non in quelli dopo (capito, Figli dei Beatles mapporcaputtana?!)
Che i ggiovani d’oggi chi dovrebbero seguire, se tutti i loro guru continuano a morire?
Quel bastardo infame di Bastién? Sì, ce l’ho con te, frhanscesino di mmérhd.

No.

Non è questo.
È che dobbiamo imparare da loro.
Prendere tutto quello che ci hanno insegnato e trasformarlo in qualcosa di più.
Se loro sono stati i nostri miti, perché non diventare noi stessi dei miti?
Farsi il culo perché qualcuno si ricordi di noi, e un giorno ci dedichi un fumetto, o un blog, ammesso che esistano ancora.
Ci vuole talento, e molto lavoro anche.
E allora, diamoci da fare.

Ciao Jean, questo è per te

E mentre pronunciava quelle parole, si rese conto, così, d’un tratto, che il suo amico non era più divino di quanto lui stesso non fosse.
“Senza limiti, eh, Jean?” Pensò. “E va bene. Giorno verrà che ti comparirò davanti, all’improvviso io, sulla tua spiaggia, per insegnarti una cosetta o due, amico mio!”

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