Ma perché dovrei scrivere un blog

Di recente, ho cominciato a chiedermi “perché?”

In parte, per la mia attività di rintinteggiamento semiartistico vandalico stradale.

In parte, per cercare di capire come funzionano le cose. Un po’ tutto, diciamo.

Per esempio, perché un nano corrotto può permettersi di dire di tutto e di più, e il contrario di tutto e di più?
Perché la gente non si è ancora accorta che il Grande Fratello di Orwell lo stiamo già vivendo da un pezzo? Perché devo pagare il salvatempo se poi non ho soldi per pagarmi le escort? Perché devo cagare mattoni cantando “La regola dell’amico”? Perché sì? Perché no?

Perché?

Il perché mi ha sempre affascinato, insomma. E ha anche affascinato le menti di quei simpatici signori con gobba, barbetta bianca, rughe, occhialoni fondodibottiglia e vestiti ridicoli, detti Letterati e Poeti, ma che oggi chiameremmo Nerd.
Difatti, questi curiosi signori con menti e pensieri fuori dal comune, in senso positivo e negativo, prima di scrivere tutto ciò che passava per il loro cervello straordinario spacciandolo per Poesia, Filosofia o Letteratura, si premuravano di comunicare al lettore, che sperava di riconoscersi ed immedesimarsi in questa robaccia, il perché e il percome lo stavano facendo.
Spiegavano così perché avevano deciso di scrivere di Orlando che va sulla Luna, perché parlare proprio del male di vivere, del Varco, del muro coi cocci di bottiglia, del fanciullino interiore.
Perché parlare proprio di quei maledetti sposi che non si riescono a sposare.
Perché proprio usando il milanese, il vernacolo, il volgare, parole che non esistono, la velocità, immagini.
Cercavano di giustificarsi, inventando falsi manoscritti, dichiarazioni di modernità, patriottismo nazionale, la vita è fango visto da un albatros, il nido, la peste, e così via.

Era utile ed interessante, capire perché qualcuno si prendeva la briga di scrivere certe robe che spesso mandavano in pappa il cervello degli interessati. Certo, è più interessante scrivere parole a caso così come vengono, e farci un successone senza neanche aspettarselo, ma questo è un altro discorso.

Dunque, ho deciso di spiegare anch’io a chiunque di voi voglia leggere queste pagine in formato web il perché delle future bestialità che andrete a leggere, in modo che potrete decidere se leggerle o meno, se sputare sullo schermo, stampare le pagine e sputarci e bruciarle, o “non ti curar di loro ma guarda e passa” oppure leggerle e ridere, piangere, ridere e piangere, e fare insomma quello che volete, ma almeno saprete (o crederete di sapere, come tutti noi) cosa state facendo.

Quindi:

Il seguente blog non ha alcun intento politico filosofico religioso, quindi ognuno dei suoi lettori (se mai ce ne saranno..) è liberissimo di costruirsi proprie morali, filosofie, credi religiosi, pensieri politici o maialini scotennati sugli scritti che leggerà, come è liberissimo di fottersene allegramente, tristemente, noncurantemente, leggere e farsi due risate, pensare, bestemmiare, e fare quello che gli pare.
Tutto ciò che leggerete è totalmente privo di nessi logici e fili conduttori, tranne quelli che legano in maniera piuttosto complessa i pensieri e le idee dell’autore, dunque totalmente sconclusionati.
Questo blog non ha alcun interesse verso lo status quo,

“è espressione,
non ha interesse per le dottrine, qualunque esse siano,
ha l’obbligo di essere onesto solo con sé stesso,
considera tutti i temi, gli argomenti e i personaggi nello stesso modo.

A nulla è DOVUTO rispetto di per sé.”

È quindi solo e soltanto un mero esercizio creativo, un tentativo di mettere per iscritto parole idee e pensieri, mail geniali altrimenti a rischio di oblio nel nulla dell’etere, e possibili intuizioni per future sceneggiature.

È scimmie blu, è Harzack, è Heavy Metal, è un Umanoide Associato, è un Saltatempo, è un ubriacone, è tanto o poco, è poppa, è la supercazzola, è la Northern Lights from Amsterdam, è tutto e niente.

Cercare su questo blog qualsiasi contenuto utile o interessante è assolutamente impossibile.

Questo blog è vuoto, scarno, kitsch, falsamente emotivo, pacchiano e soprattutto trash, molto trash.

Questo blog è diventato, ed è sempre stato, un’ombra.

Quindi mi dispiace, ma stai cercando qualcosa che non è qui.

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